Buongiorno,
uno dei controlli richiesti riguarda la seguente dichiarazione resa in domanda dal rappresentante legale dell’impresa:
-di non essere sottoposto a pene detentive e/o misure accessorie interdittive o limitative della capacità giuridica e di agire fatta salva l’autorizzazione degli organi di vigilanza e/o tutori
A tal fine viene richiesto alla Procura il casellario giudiziale del rappresentale legale ora, in caso di Società oltre il casellario và richiesto anche il certificato sanzioni amministrative nonostante in domanda non sia oggetto di dichiarazione resa in domanda da parte del beneficiario?
Il sistema di monitoraggio Regis richiede di effettuare oltre il controllo sulle condanne penali (casellario) anche quello sulle sanzioni interdittive (Anagrafe Sanzioni)?
Grazie mille
PNRR – Casellario giudiziale e sanzioni amministrative da reato
Gentile Graziella,
Il tema, in concreto, non è “se la Procura rilascia un certificato in più”, ma se il controllo che state facendo è coerente con ciò che avete chiesto al beneficiario di dichiarare e con ciò che, eventualmente, vi impone la misura (ad esempio PNRR/Regis) come requisito di ammissibilità o di regolarità.
La dichiarazione che riporti (“di non essere sottoposto a pene detentive e/o misure accessorie interdittive o limitative della capacità giuridica e di agire…”) è tipicamente riferita alla persona fisica, cioè al legale rappresentante. In questo perimetro il controllo naturale è il casellario (e, se previsto, ulteriori verifiche sulla persona). Se in domanda non avete chiesto nulla sulla società come soggetto giuridico, introdurre “a valle” un requisito ulteriore sull’ente (ad es. assenza di sanzioni interdittive a carico della persona giuridica) può diventare fragile, soprattutto se quel controllo dovesse portare a un esito negativo e quindi a un diniego o a una revoca: in quel caso vi verrebbe contestato che state applicando un presupposto non chiaramente presidiato ex ante nella modulistica o nell’avviso.
Detto questo, esiste anche l’altro lato della medaglia: quando il procedimento è agganciato a misure con obblighi di controllo rafforzati (tipicamente PNRR, fondi vincolati o avvisi con clausole specifiche), può essere richiesto non solo l’accertamento sulla persona fisica, ma anche quello sull’ente beneficiario, in particolare sulle sanzioni interdittive o limitative che impediscono di contrattare o di ricevere risorse pubbliche. In quel caso l’assenza della dichiarazione in domanda non “cancella” l’obbligo sostanziale di controllo: però impone a voi di gestire bene il procedimento, cioè chiarire la base (avviso/disciplinare/checklist della misura) e chiedere un’integrazione formale che metta il beneficiario nella condizione di dichiarare anche la parte riferita alla persona giuridica.
Sul punto specifico ReGiS: non va inteso come una norma “autonoma” che crea requisiti, ma come il sistema di monitoraggio che vi chiede di attestare e tracciare i controlli previsti dalla misura. Quindi la domanda corretta non è “ReGiS lo chiede sempre?”, ma “la checklist/linee guida della mia misura richiedono anche la verifica di sanzioni interdittive a carico del beneficiario (ente) oltre alle condanne del rappresentante?”. Se la misura lo richiede, il controllo va fatto e documentato; se non lo richiede, resta una scelta dell’Amministrazione, che però va resa coerente con la modulistica e con le regole del bando.
Soluzione operativa (che chiude il tema e vi mette al riparo da rilievi):
Primo: distinguere sempre, nel fascicolo, controllo su persona fisica e controllo su persona giuridica. Per persona fisica: dichiarazione e controllo coerente (casellario del legale rappresentante). Per persona giuridica: la verifica sulle sanzioni interdittive si fa solo se il bando/misura la prevede oppure se il vostro regolamento/avviso la introduce espressamente come condizione.
Secondo: allineare la modulistica. Se ritenete necessario il controllo sull’ente (e in PNRR spesso lo è), aggiungete una riga in domanda del tipo: “l’ente non è destinatario di sanzioni interdittive o provvedimenti impeditivi a contrarre con la PA o a ricevere contributi/finanziamenti pubblici”, e prevedete esplicitamente che il Comune effettui le verifiche anche su tali profili. Così il controllo dell’Anagrafe sanzioni non appare più “aggiunto dopo”, ma diventa un controllo dichiarato e trasparente.
Terzo: gestire l’oggi senza bloccare la pratica. Se la domanda già presentata non contiene la dichiarazione sull’ente, ma la vostra misura (o ReGiS tramite checklist della misura) richiede la verifica anche delle interdittive a carico del beneficiario, fate una richiesta di integrazione istruttoria semplice e puntuale: chiedete l’integrazione della dichiarazione riferita alla società e, in parallelo, acquisite l’esito del controllo. In questo modo la pratica resta ordinata e difendibile.
In sintesi: per una società, il certificato “Anagrafe sanzioni” non è automaticamente dovuto solo perché “è una società”; lo diventa quando il requisito è richiesto dalla disciplina applicabile (bando/misura) oppure quando l’Amministrazione lo ha previsto chiaramente in avviso e domanda. La soluzione è allineare immediatamente requisiti dichiarati e controlli: stessa lista in domanda, stessa lista in istruttoria, stessa lista in ReGiS.
Dirigente Artificiale